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Calco in gesso di una vittima dell'eruzione del 79 d.C. negli scavi archeologici di Pompei

La Coppia che si Bacia a Pompei: Verità sul DNA, Miti e Guida ai Calchi

By PompeiiItaly.org Editorial Team•15 min di lettura
ArcheologiaStoria di PompeiGuida alla visita

La cosiddetta "coppia che si bacia a Pompei" è uno dei reperti archeologici più celebri e fraintesi al mondo. Popolarmente nota come "Le Due Fanciulle" o "Gli Amanti di Pompei", questa celebre composizione è costituita da due calchi in gesso rinvenuti insieme nel 1914 all'interno della Casa del Criptoportico (Regio I, Insula 6, civico 2).

Per oltre un secolo, guide turistiche, romanzi e rotocalchi hanno trasformato questa tragica posa in un'icona del romanticismo universale: due giovani donne, due sorelle o due amanti sorpresi dalla furia del Vesuvio in un estremo bacio d'addio.

Tuttavia, la moderna ricerca bioarcheologica e genetica ha radicalmente smentito queste fantasie letterarie. Nel novembre 2024, un epocale studio genomico pubblicato sulla prestigiosa rivista internazionale Current Biology (Pilli et al., PMC11627482), guidato dalle università di Firenze, Harvard e dal Max Planck Institute (comunicato ufficiale Max Planck), ha sequenziato il DNA estratto dai frammenti ossei sigillati nel gesso. I risultati hanno dimostrato che uno dei due individui è geneticamente maschio, che non esiste parentela materna tra i due e che non vi è alcuna prova anatomica di un bacio.

Questa guida analizza in dettaglio i dati scientifici pubblicati, la storia dello scavo del 1914, le scoperte radiografiche del Pompeii Cast Project del 2015 e fornisce istruzioni pratiche e deontologiche per osservare i calchi durante la visita al Parco Archeologico di Pompei.


1. Sintesi Rapida: Miti Popolari vs. Dati Scientifici Accertati

La tabella seguente mette a confronto le narrazioni romantiche divulgate per decenni con le evidenze scientifiche pubblicate nel 2024:

Aspetto / Narrazione Il Mito Popolare La Verità Scientifica Documentata (2024)
Il "Bacio" Due amanti che si baciano sulle labbra prima di morire. Nessun bacio. La testa dell'Individuo 22 poggia sul torace dell'Individuo 21 per protezione o collasso causato dal flusso piroclastico a 300°C.
Identità di Genere Due giovani donne ("Le Due Fanciulle") o due sorelle. L'Individuo 22 è geneticamente MASCHIO (XY). Il sesso dell'Individuo 21 è indeterminato a causa della degradazione del DNA. Non erano due fanciulle.
Legame Biologico Due sorelle o madre e figlia. Parentela materna esclusa al 100%. I due individui possiedono linee mitocondriali divergenti (Aplogruppo H contro Aplogruppo T2b).
Relazione Sociale Coppia di amanti o compagne romantiche. Indeterminata. Potevano essere amici, padrone e servo, commilitoni o semplici estranei rifugiatisi nello stesso corridoio sotterraneo.
Età dei Soggetti Due coetanee adolescenti. Individuo 21: adolescente tra 14 e 19 anni. Individuo 22: giovane adulto tra 20 e 25 anni.
Natura del Reperto Corpi pietrificati o mummificati dalla lava. Calchi in gesso (1914). Vuoti volumetrici riempiti con gesso liquido secondo il metodo Fiorelli; contengono le ossa vere al centro.

2. Lo Scavo del 1914: Vittorio Spinazzola e la Casa del Criptoportico

Per comprendere come sia nato il mito delle "Due Fanciulle", è indispensabile ricostruire il contesto archeologico della loro scoperta.

       PIANTA SCHEMATICA DELLA CASA DEL CRIPTOPORTICO (REGIO I.6.2)
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|  VIA DELL'ABBONDANZA (Asse Stradale Principale)                         |
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|         +--> INGRESSO AL PIANO TERRA                                    |
|              (Atrio e Peristilio Superiore)                             |
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|                    v [SCALA IN MURATURA]                                |
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|              |      CORRIDOIO DEL CRIPTOPORTICO              |          |
|              |      (Galleria sotterranea a volta cieca)     |          |
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|              |   [Vittima 21] + [Vittima 22]                |          |
|              |   Rinvenuti nell'angolo nord-ovest,           |          |
|              |   intrappolati sotto la cenere vulcanica      |          |
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La Campagna di Scavo Lungo Via dell'Abbondanza

Tra il 1910 e il 1923, la direzione degli scavi di Pompei fu affidata all'archeologo napoletano Vittorio Spinazzola. A differenza dei suoi predecessori, che scavavano per quartieri isolati alla ricerca di capolavori museali, Spinazzola intraprese uno scavo orizzontale sistematico lungo l'intera arteria commerciale della Via dell'Abbondanza, con l'obiettivo di riportare alla luce i prospetti esterni degli edifici, i balconi (pergulae) e i piani superiori.

Nel 1914, mentre i suoi operai liberavano la monumentale Casa del Criptoportico (Regio I, Insula 6, civico 2)—un'elegante domus aristocratica dotata di una galleria sotterranea a volta decorata con scene affrescate dell'Iliade—venne individuata una cavità vuota nella cenere vulcanica compattata.

L'Applicazione del Metodo Fiorelli e l'Attribuzione del Nome

Riconoscendo la presenza di vuoti organici lasciati dalla decomposizione dei tessuti, gli scavatori applicarono il metodo ideato nel 1863 da Giuseppe Fiorelli: colare una miscela fluida di gesso di Parigi (solfato di calcio semidrato) all'interno delle cavità.

Quando la cenere indurita circostante fu rimossa con scalpelli e pennelli, apparvero due figure umane reclinate:

  • Una persona giaceva distesa sul fianco;
  • La seconda persona era adagiata parzialmente sopra la prima, con la testa posata delicatamente contro il suo petto e le braccia sollevate in un gesto di protezione.

Non appena il calco fu esposto, Spinazzola e i cronisti dell'epoca, colpiti dalla grazia della postura, dalle ossa minute e dalla totale assenza di tratti virili evidenti (come armature o tratti somatici marcati), battezzarono immediatamente il reperto "Le Due Fanciulle". In poche settimane, i giornali nazionali e internazionali trasformarono quella pietosa posa funeraria in un dramma romantico: "Le due sorelle abbracciate" o "La coppia che si scambia l'ultimo bacio".


3. L'Epocale Studio Genomico del 2024 (Current Biology)

Per 110 anni, la narrazione letteraria delle "Due Fanciulle" è rimasta priva di verifiche scientifiche. Nel novembre 2024, il gruppo di ricerca guidato da Elena Pilli, Stefania Vai, David Caramelli (Università di Firenze) e David Reich (Harvard Medical School), in collaborazione con il Parco Archeologico di Pompei, ha pubblicato su Current Biology lo studio intitolato "Ancient DNA challenges prevailing interpretations of the Pompeii plaster casts" (PMC11627482).

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|             ANALISI GENOMICA DELL'INDIVIDUO 21 E DELL'INDIVIDUO 22      |
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|  [INDIVIDUO 22 (Quello adagiato sopra)]                                 |
|  - Sesso Cromosomico: MASCHIO (XY) verificato tramite sequenziamento.   |
|  - Aplogruppo Mitocondriale: T2b (tipico del Vicino Oriente/Egeo).      |
|  - Età Antropologica: Giovane adulto (20-25 anni).                      |
|  - Esito: Smentisce categoricamente l'identificazione femminile.        |
|                                                                         |
|  [INDIVIDUO 21 (Quello adagiato sotto)]                                 |
|  - Sesso Cromosomico: NON DETERMINATO (bassa copertura di frammenti).   |
|  - Aplogruppo Mitocondriale: H (il più diffuso aplogruppo europeo).     |
|  - Età Antropologica: Adolescente (14-19 anni).                         |
|  - Esito: Divergenza mitocondriale rispetto all'Individuo 22.           |
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|  [VALUTAZIONE DI PARENTELA BIOLOGICA]                                   |
|  - Aplogruppo Materno: H vs T2b ==> NESSUNA PARENTELA MATERNA!          |
|  - Non possono essere fratelli uterini né madre e figlio.               |
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1. Il Profilo dell'Individuo 22: Un Maschio Biologico

I ricercatori hanno estratto campioni ossei (principalmente dalla rocca petrosa dell'osso temporale e dai residui dentali) sigillati all'interno della matrice di gesso:

  • Il rapporto tra i cromosomi sessuali X e Y ha determinato inequivocabilmente che l'Individuo 22 era un individuo di sesso maschile (XY).
  • Il suo aplogruppo del DNA mitocondriale (mtDNA) è stato identificato come T2b, un lignaggio ampiamente diffuso nell'area del Mediterraneo orientale e dell'Anatolia durante l'epoca ellenistica e romana.

2. L'Individuo 21: Limiti Analitici e Lignaggio Mitocondriale

Per l'Individuo 21, il DNA nucleare risultava fortemente degradato a causa dell'intenso calore piroclastico (temperature superiori a 300°C possono frammentare le catene di DNA in sequenze inferiori a 30 paia di basi). Di conseguenza, il sequenziamento non ha raggiunto la profondità di lettura necessaria per determinare i cromosomi sessuali con affidabilità statistica.

Tuttavia, l'analisi del DNA mitocondriale ha avuto successo:

  • L'Individuo 21 appartiene all'Aplogruppo Mitocondriale H, il aplogruppo materno predominante nell'Europa occidentale e centrale.

3. Esclusione Rigorosa della Parentela Materna

Poiché il DNA mitocondriale si trasmette esclusivamente per via materna (da madre a figli senza ricombinazione genetica), la discrepanza tra Aplogruppo H e Aplogruppo T2b fornisce una prova scientifica definitiva:

  • L'Individuo 21 e l'Individuo 22 non avevano la stessa madre biologica.
  • Non erano sorelle, non erano fratelli e non vi era alcun rapporto di maternità.

Sebbene non sia possibile escludere teoricamente parentele per via paterna (due fratellastri con lo stesso padre e madri diverse), i dati genomici demoliscono alla radice la consolidata credenza delle "due sorelle gemelle o coetanee".


4. Ricostruzione Tafonomica: Cosa Accadde nel Criptoportico?

Se non si stavano baciando e non erano sorelle, come si spiega la loro straordinaria e drammatica posizione?

La risposta risiede nella tafonomia vulcanica forense, ovvero nello studio di ciò che accadde ai corpi umani durante il passaggio delle correnti piroclastiche di densità (Pyroclastic Density Currents, o PDC).

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|                 DINAMICA DELLA MORTE NELL'ERUZIONE DEL 79 D.C.          |
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|  TEMPO ZERO (Mattino del 25 Ottobre 79 d.C.):                           |
|  Le vittime cercano rifugio nel Criptoportico per sfuggire al crollo    |
|  dei tetti causato da 2,5 metri di pomici accumulati nelle strade.      |
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|  ARRIVO DEL FLUSSO PIROCLASTICO (Surge 4):                              |
|  Una nube ad alta velocità (oltre 100 km/h) satura il corridoio         |
|  con gas velenosi e ceneri a 250°C-400°C.                               |
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|  SHOCK TERMICO FULMINANTE & SPASMO CADAVERICO:                          |
|  La morte avviene in frazioni di secondo per arresto termico            |
|  cardiocircolatorio. Le proteine muscolari si contraggono istantanea-   |
|  mente, congelando la postura corporea ("riflesso pugilistico").        |
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|  SEPOLTURA RAPIDA:                                                      |
|  La cenere vulcanica finissima (cinerite) riveste i corpi sigillandoli  |
|  prima che intervenga il rilassamento muscolare post-mortem.            |
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1. La Trappola Sotterranea del Criptoportico

Nelle prime 18 ore dell'eruzione (la fase pliniana), una pioggia ininterrotta di pomici bianche e grigie accumulò oltre due metri e mezzo di pietre sulle strade di Pompei, bloccando le porte e facendo crollare i tetti in tegole. I due individui cercarono salvezza scendendo le scale del criptoportico sotterraneo, convinti che le massicce volte in muratura li avrebbero protetti dai crolli.

Tuttavia, il criptoportico si trasformò in una trappola cieca. Quando la colonna eruttiva collassò, il flusso piroclastico penetrò attraverso i boccaporti di aerazione e la rampa d'accesso, saturando l'ambiente in pochi istanti.

2. Spasmo Cadaverico vs. Gesto Volontario

La posa dell'Individuo 22 con il capo sul grembo dell'Individuo 21 non riflette un deliberato abbraccio romantico protratto nel tempo, ma una combinazione di:

  • Istinto di protezione fisica: Nei secondi precedenti la morte, mentre il buio era totale e l'aria diventava irrespirabile, le due persone si strinsero l'una all'altra per proteggere le vie respiratorie;
  • Contrazione termica istantanea: Le temperature estreme (superiori a 300°C) denaturano istantaneamente l'actina e la miosina nelle fibre muscolari, provocando il cosiddetto spasmo cadaverico. I corpi si irrigidirono nella posizione esatta in cui furono investiti dalla nube, impedendo qualsiasi movimento successivo.

5. Le Scoperte Radiografiche del Pompeii Cast Project (2015)

Prima della rivoluzione del DNA del 2024, i calchi di Pompei sono stati oggetto di un'approfondita indagine radiologica nel 2015, coordinata dall'archeologa Dr.ssa Estelle Lazer (Università di Sydney), dal radiologo Roberto Graziano e dal Parco Archeologico di Pompei.

Utilizzando una sofisticata apparecchiatura TAC multistrato a 16 detettori trasportabile montata su un furgone clinico all'interno dell'area archeologica, il team ha analizzato 26 calchi in gesso:

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|                  RISULTATI PRINCIPALI DELLE TAC DEL 2015                |
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|  1. SCHELETRI INCOMPLETI: Nessun calco esaminato conteneva uno scheletro|
|     perfettamente integro. Ossa rimosse o spostate durante gli scavi.   |
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|  2. MANIPOLAZIONI OTTOCENTESCHE: Trovati fili di ferro, ferri di arma-  |
|     tura, frammenti di ceramica e zeppe di legno inseriti per puntellare|
|     le membra e accentuare la drammaticità delle pose plastiche.        |
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|  3. SALUTE DENTALE: Straordinaria assenza di carie (dieta mediterranea  |
|     senza zuccheri raffinati), ma severa usura occlusale causata dalla  |
|     polvere di macina vulcanica finita nella farina dei mulini.         |
|                                                                         |
|  4. LA "FALSA DONNA INCINTA": Il calco dell'Orto dei Fuggiaschi celebre |
|     per il ventre gonfio ha rivelato solo stoffe arrotolate e legacci.  |
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Queste indagini hanno ribadito che i calchi non sono mummie trasparenti, ma un ibrido tra un reperto biologico autentico (le ossa umane interne) e un'opera di restauro e formatura scultorea ottocentesca/novecentesca, in cui l'interpretazione visiva dell'archeologo dell'epoca ha spesso guidato la ricomposizione dei frammenti.


6. Il Contesto Demografico: Le Origini Cosmopolite dei Pompeiani

Oltre a ridefinire l'identità sessuale della coppia, lo studio genomico del 2024 ha fornito dati straordinari sull'origine biogeografica della popolazione di Pompei:

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|                 ORIGINI GENETICHE DEI RESIDENTI DI POMPEI               |
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|  PREGIUDIZIO TRADIZIONALE:               REALTÀ GENOMICA DEL 2024:      |
|  Popolazione italica autoctona           Profonda componente ancestrale |
|  omogenea, erede diretta delle           originaria del Mediterraneo    |
|  genti osco-sannite e romane locali.     orientale, Levante ed Egeo.    |
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|  CAUSE STORICHE:                                                        |
|  - Pompei era un porto marittimo vitale sulla foce del fiume Sarno.     |
|  - Commercio internazionale di garum, vino vesuviano, lana e cereali.   |
|  - Massiccia importazione di schiavi e mobilità sociale di liberti      |
|    orientali (Greci, Siriaci, Ebrei, Microasiatici).                    |
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I profili genetici estratti dai calchi si sovrappongono quasi perfettamente a quelli riscontrati nei cimiteri coevi di Roma imperiale, confermando che l'Impero Romano del I secolo d.C. era un mosaico multietnico altamente integrato, in cui le genti del Mediterraneo orientale costituivano una parte consistente del tessuto urbano cittadino.


7. Dove Vedere i Calchi Oggi a Pompei e Guida alla Visita

Per ammirare i calchi in gesso durante un itinerario a Pompei, è importante conoscere la dislocazione delle esposizioni protette all'interno del parco:

                       [PORTA ERCOLANO]
                              |
                     [Villa dei Misteri] (Calchi dei servitori rustici)
                              |
    [PORTA MARINA] ------ [FORO CIVILE] ------ [VIA DELL'ABBONDANZA] --->
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    [ANTIQUARIUM]       [GRANAI DEL FORO]      [ORTO DEI FUGGIASCHI]
    (Cane da guardia,   (Horrea: calchi        (13 vittime collocate
     bambini, ori)       accovacciati)          nella posizione originaria)
                               |                     |
                               +---> [PALESTRA GRANDE] +---> [ANFITEATRO]
                                     (Padiglione Mostre
                                      Permanente sui Calchi)

1. L'Antiquarium di Pompei (Ingresso Porta Marina Superiore)

  • Cosa ospita: Il museo storico del sito, interamente ristrutturato.
  • Opere esposte: Il celeberrimo cane da guardia della Casa di Vesonio Primo (con il collare e le zampe contorte dallo spasmo), il calco di un bambino e i corredi personali rinvenuti accanto ai corpi.

2. L'Orto dei Fuggiaschi (Regio I, Insula 9)

  • Cosa ospita: Il complesso più monumentale ed emozionante del parco. Sotto una grande tettoia vetrata che protegge un antico vigneto riscavato, si trovano 13 calchi in gesso di adulti e bambini sorpresi dal flusso piroclastico mentre tentavano la fuga verso Porta Nocera.

3. La Palestra Grande (Regio II, accanto all'Anfiteatro)

  • Cosa ospita: Il porticato orientale accoglie la mostra permanente dedicata all'eruzione del 79 d.C., con teche climatizzate contenenti calchi restaurati, sezioni radiografiche e reperti biologici unici (semi, forme di pane carbonizzato, tessuti).

4. I Granai del Foro (Horrea, Foro Civile)

  • Cosa ospita: L'antico mercato delle granaglie ospita migliaia di anfore vinarie, bacini marmorei e alcuni calchi storici, tra cui l'uomo accovacciato con le mani sulla bocca.

8. Regole di Visita ed Etica Museale nel 2026

I calchi di Pompei non sono manichini scenografici: racchiudono i resti scheletrici di persone reali decedute tragicamente.

Il Ministero della Cultura e il Parco Archeologico di Pompei impongono norme severe di comportamento:

  • Decoro e Rispetto: È fatto divieto assoluto di scattare fotografie irridenti, assumere pose caricaturali che scimmiottino le posture delle vittime o pubblicare contenuti dissacranti sui social network.
  • Divieto di Contatto: Non toccare mai le teche, i vetri di protezione o le superfici in gesso. Le vibrazioni e i grassi cutanei accelerano il deterioramento del solfato di calcio.
  • Norme sui Biglietti nel 2026:
    • I biglietti sono nominativi; è obbligatorio esibire un documento d'identità valido con foto all'ingresso.
    • È in vigore il numero chiuso di 20.000 ingressi giornalieri, ripartiti tra fascia mattutina (9:00–13:00, max 15.000 ingressi) e pomeridiana (13:00–17:30, max 5.000 ingressi).
    • Si consiglia di acquistare i biglietti con largo anticipo sul canale ufficiale Vivaticket.

9. Domande Frequenti (FAQ)

Chi è veramente la cosiddetta "coppia che si bacia" di Pompei?

Si tratta di due vittime dell'eruzione del 79 d.C. (Individuo 21 e Individuo 22) rinvenute nel 1914 dall'archeologo Vittorio Spinazzola nella Casa del Criptoportico (Regio I.6.2). Popolarmente chiamate "Le Due Fanciulle", non si stavano baciando: la testa dell'Individuo 22 è appoggiata sul torace dell'Individuo 21 per un riflesso di protezione o collasso da shock termico.

Cosa ha rivelato l'esame del DNA del 2024 sui calchi della coppia?

Lo studio genomico pubblicato su Current Biology a novembre 2024 (PMC11627482) ha dimostrato che l'Individuo 22 era un maschio biologico (XY). Il sesso dell'Individuo 21 non è stato determinato per bassa copertura di DNA. Inoltre, i due individui hanno aplogruppi mitocondriali diversi (H e T2b), escludendo qualsiasi legame biologico per linea materna.

Erano davvero due donne o due sorelle?

No. L'attribuzione a due donne o due sorelle era un'ipotesi visiva avanzata nel 1914. L'analisi genetica ha confermato che l'Individuo 22 è un maschio e che i due non condividevano la stessa madre biologica.

Si stavano baciando prima di morire?

Non vi è alcuna prova anatomica di un bacio. La posizione è stata causata dal repentino collasso sotto la nube piroclastica a 300°C e dallo spasmo cadaverico istantaneo provocato dal calore estremo.

I calchi di Pompei sono corpi pietrificati?

No. Sono calchi in gesso creati colando gesso liquido nei vuoti lasciati nella cenere indurita dalla decomposizione dei tessuti organici, ideati da Giuseppe Fiorelli nel 1863. Contengono le ossa vere al centro.

Dove si possono vedere i calchi a Pompei?

I calchi sono esposti nell'Antiquarium (Porta Marina), nell'Orto dei Fuggiaschi (13 vittime in situ), nella Palestra Grande (mostra permanente) e nei Granai del Foro.

Cosa hanno svelato le TAC del 2015?

Le TAC hanno dimostrato che nessun calco contiene uno scheletro completo e che nel XIX secolo gli archeologi inserirono ferri di armatura e fili di ferro. Hanno inoltre svelato un'ottima salute dentale (assenza di carie) ma un'elevata usura causata dalla sabbia vulcanica delle macine finita nel pane.

I calchi delle Due Fanciulle sono visibili tutti i giorni?

Non sempre. Per motivi di tutela e conservazione, la coppia delle Due Fanciulle viene periodicamente ritirata nei laboratori di restauro o esposta in mostre temporanee nella Palestra Grande.


10. Riferimenti Scientifici ed Epigrafici

  • Pilli, E., et al. (2024): "Ancient DNA challenges prevailing interpretations of the Pompeii plaster casts," Current Biology, 34(22), 5360–5371. PMC11627482.
  • Lazer, E., et al. (2019): "Inside the casts of the Pompeian victims: results from the first season of the Pompeii Cast Project in 2015," Papers of the British School at Rome, 87, 1–32.
  • Spinazzola, V. (1953): Pompei alla luce degli scavi nuovi di Via dell'Abbondanza (anni 1910–1923), Libreria dello Stato, Roma.
  • Parco Archeologico di Pompei (2026): Regolamento di visita e relazioni scientifiche di conservazione, Ministero della Cultura (pompeiisites.org).

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