Un resoconto dettagliato degli strati dell'eruzione (*Nota: tradizionalmente datata al 24 agosto, recenti prove archeologiche suggeriscono che l'eruzione sia avvenuta probabilmente alla fine di ottobre del 79 d.C.*)
Terremoti precursori (giorni prima)
Segnali d'allarme ignoratiPer quattro giorni una serie di piccoli terremoti scosse la regione. Sorgenti e pozzi si prosciugarono misteriosamente. Gli animali mostrarono comportamenti insoliti, fuggendo dall'area. La maggior parte degli abitanti, abituata all'attività sismica, ignorò questi presagi.
Molti abitanti benestanti partirono per le loro ville di campagna, salvandosi inconsapevolmente la vita
10:00 AM - 24 agosto 79 d.C.
Prime esplosioniIniziarono esplosioni minori quando il magma entrò in contatto con le acque sotterranee. Una piccola nube scura apparve sopra il Vesuvio. Molti abitanti continuarono le attività quotidiane, ignari della catastrofe imminente.
I mercati rimasero aperti; a Pompei la vita proseguì normalmente
1:00 PM - 24 agosto 79 d.C.
Inizia l'eruzione plinianaUna potente esplosione proiettò una colonna di cenere vulcanica, pomici e gas a 20 chilometri nella stratosfera. La colonna eruttiva somigliava a un pino mediterraneo, come descritto da Plinio il Giovane. Il boato fu udito a centinaia di miglia di distanza.
Il giorno si trasformò in notte e iniziò il panico; cominciarono le prime evacuazioni
2:00-5:00 PM - 24 agosto 79 d.C.
Pioggia di pomiciPietre di pomice bianca, alcune grandi quanto noci, iniziarono a cadere su Pompei al ritmo di 15 cm all'ora. I tetti cominciarono a crollare sotto il peso. La pomice era leggera ma si accumulava rapidamente, bloccando gli ingressi e intrappolando chi aveva rimandato la fuga.
Gli edifici crollarono; il 38% delle vittime morì per la caduta di detriti
6:00 PM - 24 agosto 79 d.C.
Fase delle pomici grigieL'eruzione si intensificò, espellendo pomici grigie più dense. Ormai Pompei era coperta da 2.8 metri di materiale vulcanico. Le strade erano impraticabili. Chi era ancora in città si rifugiò negli edifici, chiudendosi in quelle che sarebbero diventate le proprie tombe.
Vie di fuga bloccate; popolazione rimasta intrappolata
12:00 AM - 25 agosto 79 d.C.
Inizia il collasso della colonnaLa colonna eruttiva alta 33 chilometri divenne instabile e iniziò a collassare periodicamente. Ogni collasso inviava valanghe di gas surriscaldati e materiale vulcanico lungo le pendici del Vesuvio a 100 miglia orarie.
Le prime ondate piroclastiche raggiunsero Ercolano, uccidendo istantaneamente ogni forma di vita
6:30 AM - 25 agosto 79 d.C.
La prima ondata piroclastica colpisce PompeiUn'ondata relativamente fredda (300°C) attraversò Pompei. Pur non essendo immediatamente letale, abbatté le persone e riempì i polmoni di cenere. Le vittime assunsero posizioni protettive, coprendosi il viso con indumenti o mani.
La maggior parte dei superstiti soffocò; i corpi si conservarono nelle posizioni finali
8:00 AM - 25 agosto 79 d.C.
La nube della morteLa quarta e più potente ondata piroclastica colpì Pompei a 400-500°C. Uccise istantaneamente ogni forma di vita rimasta e carbonizzò il materiale organico. Il calore fu tanto intenso da trasformare in vetro il cervello delle vittime e vaporizzare all'istante i liquidi corporei.
Annientamento completo; città sepolta sotto 4-6 metri di materiale vulcanico
Giorni successivi - 26-28 agosto 79 d.C.
Paesaggio desolatoL'eruzione cessò infine dopo 24 ore. Dove un tempo sorgeva Pompei rimaneva solo un deserto grigio. La costa era cambiata e il fiume Sarno era ostruito. I superstiti che tornarono non trovarono traccia della loro città.
20,000 morti in tutta la regione; città cancellate dalla mappa